Pubblicazioni
Châtillon petite ville industrielle
Testi e ricerca storica di Maria Vassallo (in collaborazione con Cesare Dujany, Beatrice Feder, Miriana Pession). Fotografie di Enrico Formica.
La pubblicazione Châtillon petite ville industrielle (2010) è una realizzazione editoriale Hever su progetto e ideazione della Poetica del Territorio.
Châtillon petite ville industrielle, risultato di una ricerca storica sugli aspetti economico-sociali di Châtillon negli ultimi due secoli, vuole essere un contributo alla storia di una comunità con un passato industriale importante che ha segnato la cittadina valdostana con significativa intensità. Châtillon ha rappresentato storicamente il confine dell'espansione industriale della Valle d'Aosta che si attestava sul corso meridionale della Dora e, parallelamente alle vicende degli insediamenti industriali della Bassa Valle, ne ha vissuto le fasi altalenanti.
Per la sua collocazione geografica, alla confluenza del torrente Marmore che scende lungo la Valtournanche con il corso della Dora Baltea, Châtillon ha sempre rivestito un ruolo di primo piano nel settore dei commerci e dei servizi. Altra attività di particolare rilievo per l'economia cittadina e per l'area circostante è stata senz'altro la cosiddetta siderurgia storica che ebbe il suo massimo sviluppo nel corso del XVIII e XIX secolo.
Ma si può parlare di una vera industria solo a partire dal primo '900 con la costruzione della Soie, grande stabilimento per la produzione di seta artificiale. Da allora iniziò un processo di trasformazione che ebbe ripercussioni sulla composizione sociale, sulla demografia, sulla cultura e inevitabilmente sulla mentalità degli châtillonais. Si verificò un passaggio graduale ma irreversibile dal sistema agro-pastorale tradizionale a un tipo di società industriale.
La fabbrica della Soie, il Lanificio Guglielminetti, le forge e i mulini hanno chiuso da tempo le loro porte, mettendo così fine a un capitolo centrale nella storia recente di Châtillon. Ne restano i ricordi di chi vi ha lavorato, ha visto i cambiamenti con la costruzione dell'autostrada e la circonvallazione; rimangono le strutture produttive abbandonate e in balia degli agenti atmosferici e dell'incuria, oppure la riconversione a fini differenti da quelli originari, ma lodevolmente utili alla comunità, come nel caso delle palazzine dirigenziali della Soie trasformate in edifici scolastici per ospitare l'Istituto Professionale Alberghiero.
Châtillon può vantare un patrimonio di archeologia industriale di tutto rispetto e pressoché unico nel panorama valdostano; pertanto merita un'attenzione e un impegno progettuale altrettanto importanti.