PAESAGGIO UMANO

 

Dalla cima del bosco e dall’età che si dirada

Premessa

Il Progetto è nato dalla suggestione letteraria di Erri De Luca che con il suo recente libro L’età sperimentale invita a riconsiderare la “vecchiaia” come percorso dell’esistenza da inventare e da esplorare e non come una discesa tra le dimissioni.

Dalla cima del bosco possiamo guardare dall’alto, lasciamo la frenesia del fondovalle, aspettiamo che le novità (allarmistiche) decantino, perdano la loro intensità comunicativa ed emotiva e si asciughino quanto basta.

L’età che si dirada è anche leggerezza del tempo che rimane: avere poco tempo davanti vuol dire avere minor peso, meno affanno del vivere, meno obiettivi da raggiungere, meno responsabilità. La riduzione delle capacità fisiche trova contrappeso nell’ampliamento delle visioni, nell’aumento della libertà, delle sollecitazioni e delle sperimentazioni.

La ricerca scientifica ci sta dicendo che la vecchiaia non è una malattia, bensì un ciclo naturale dell’esistenza in cui le facoltà fisiche diminuiscono mentre quelle intellettuali possono ancora crescere. Come affrontare dunque questa fase della vita che tanto spaventa e rattrista? Che fare, quando energie e creatività giocano ancora un ruolo importante? Come indirizzarle per sentirsi “vivi” e “utili” a se stessi e agli altri?

Nella nostra lingua neolatina molte parole derivano da cum= con: compagnia, coabitazione, condivisione, collaborazione, cooperazione, ecc. La preposizione “con” vuol dire quindi uscire dall’isolamento, aprirsi all’altro, sperimentare percorsi e modalità di convivenza e di condivisione. Ciascuno di noi contiene in sé un importante patrimonio di esperienze e conoscenze che andranno perse in questa fase ipertecnologica. Gli ultrasessantenni hanno vissuto il passaggio epocale verso il “virtuale” pur conservando le competenze derivate dal “fare e saper fare”. Come non disperdere questo patrimonio, come conservarne il valore e la memoria, e infine come saldare la separazione sempre più netta fra le generazioni?

Il Progetto vuole accettare la sfida e creare un ambiente sociale e culturale dove ciascuno può raccontarsi, parlare di sé, delle proprie esperienze, delle passioni e dei desideri con semplicità e spontaneità. Una riproposta delle veillà d’altri tempi, quando le relazioni umane erano il modus vivendi più naturale e congeniale per mantenersi “vivi” e fiduciosi verso il futuro.

Infine, verranno proposte piccole escursioni sul territorio per rinsaldare il legame con i luoghi e la loro storia. Prima di partire con le attività aggregative occorre fare il punto sulle scoperte scientifiche riguardo al tema della “vecchiaia” che in tempi molto recenti stanno dando risultati molto interessanti, proporre letture del nostro tempo che aprano nuove visioni, ravvivare il piacere della musica e infine considerare l’imprescindibilità della tecnologia nell’arte quando ostacoli e impedimenti si frappongono tra la creatività e la produzione.

Pertanto, il progetto si articola in due parti: n. 4 incontri aperti al pubblico e successivamente la creazione di uno spazio per incontri spontanei e informali.

GLI INCONTRI APERTI AL PUBBLICO

 
 

 UNA SINTESI DEI SINGOLI EVENTI

REPORT INVECCHIAMENTO
Suggestioni per un nuovo capitolo >> Il documento in PDF è scaricabile qui